Anche no

La mia solidarietà va a tutte quelle donne, mogli, madri che ogni giorno vengono insultate da un credo politico becero e intollerante come quello della Meloni. Ovviamente esprimo anche tutto il mio sdegno nei confronti del linguaggio e del comportamento del professor Gozzini, che ha raggiunto davvero bassi livelli.

Ma non martirizziamo i carnefici, anche no. (Pensavo tra me e me…)

Fragili

Pensavo tra me e me che è davvero poco il tempo che ci resta e il tempo che ci è dato di vivere. Eppure è la nostra condizione umana: non c’è vita senza morte. Se così non fosse, forse, non potremmo cogliere l’essenza e apprezzare le sfumature di questa nostra breve esistenza.

Nonostante questa evidente considerazione, la nostra fragilità in questo mondo, è un pensiero che ci coglie raramente. Cerchiamo di rimuoverlo perché sarebbe troppo pesante da sopportare costantemente.

Ma ogni tanto è bene ricordarlo:

il tempo che abbiamo a disposizione per manifestare le nostre emozioni, per amare, per ringraziare, per fare anche solo una semplice carezza, è assurdamente limitato.

Non perdiamo l’occasione di essere gentili.

Sii dolce con me. Sii gentile.

E’ breve il tempo che resta. Poi

saremo scie luminosissime.

E quanta nostalgia avremo

dell’umano. Come ora ne

abbiamo dell’infinità.

Ma non avremo le mani. Non potremo

fare carezze con le mani.

E nemmeno guance da sfiorare

leggere.

Una nostalgia d’imperfetto

ci gonfierà i fotoni lucenti.

Sii dolce con me.

Maneggiami con cura.

Abbi la cautela dei cristalli

con me e anche con te.

Quello che siamo

è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei

e affettivo e fragile. La vita ha bisogno

di un corpo per essere e tu sii dolce

con ogni corpo. Tocca leggermente

leggermente poggia il tuo piede

e abbi cura

di ogni meccanismo di volo

di ogni guizzo e volteggio

e maturazione e radice

e scorrere d’acqua e scatto

e becchettio e schiudersi o

svanire di foglie

fino al fenomeno

della fioritura,

fino al pezzo di carne sulla tavola

che è corpo mangiabile

per il mio ardore d’essere qui.

Ringraziamo. Ogni tanto.

Sia placido questo nostro esserci –

questo essere corpi scelti

per l’incastro dei compagni

d’amore. nei libri.

Mariangela Gualtieri

Ascolta qui

E ridiamo insieme che ridiamo sempre, sempre, sempre
Ma non basta mai, mai” (dedicato)

In viaggio

Oggi ho letto questa. Trovo sia bellissima, trovo sia attuale. E mi è venuta voglia di condividerla.

Leggendo questo testo mi sono ricordata che ho sempre pensato che avrei fatto viaggiare mio figlio il più possibile. E lo farò. Anche con la mente. E con il cuore.

Viaggiate

che sennò poi

diventate razzisti

e finite per credere

che la vostra pelle è l’unica

ad avere ragione,

che la vostra lingua

è la più romantica

e che siete stati i primi

ad essere i primi

viaggiate

che se non viaggiate poi

non vi si fortificano i pensieri

non vi riempite di idee

vi nascono sogni con le gambe fragili

e poi finite per credere alle televisioni

e a quelli che inventano nemici

che calzano a pennello con i vostri incubi

per farvi vivere di terrore

senza più saluti

né grazie

né prego

né si figuri

viaggiate

che viaggiare insegna

a dare il buongiorno a tutti

a prescindere

da quale sole proveniamo,

viaggiate

che viaggiare insegna

a dare la buonanotte a tutti

a prescindere

dalle tenebre che ci portiamo dentro

viaggiate

che viaggiare insegna a resistere

a non dipendere

ad accettare gli altri non solo per quello che sono

ma anche per quello che non potranno mai essere,

a conoscere di cosa siamo capaci

a sentirsi parte di una famiglia

oltre frontiere, oltre confini,

oltre tradizioni e cultura,

viaggiare insegna a essere oltre

viaggiate

che sennò poi finite per credere

che siete fatti solo per un panorama

e invece dentro voi

esistono paesaggi meravigliosi

ancora da visitare.

[Gio Evan]

Dolcezze

Quando mi chiedevi cosa volessi per merenda, senza esitare, ti rispondevo: “La crostata di mele!”.

Ti osservavo prepararla con cura. La pasta frolla con il burro morbido e il profumo di limone grattugiato; il velo di marmellata di albicocche prima di disporre ordinatamente le mele sulla pasta stesa nella tortiera e la spolverata di zucchero appena prima di infornare.

Ora che preparo la tua torta, nonna, scelgo con la stessa cura gli ingredienti e seguo la tua stessa liturgia ma non viene mai come la tua. Avevi un ingrediente segreto?

Il profumo però è identico. Così capita a volte che, se chiudo gli occhi, l’odore delle mele e della frolla al burro e limone, mi facciano tornare a quei pomeriggi dove la dolcezza della crostata veniva superata di gran lunga da quella delle tue carezze e dei tuoi abbracci.

(E mi manchi.)

Ascolta qui.

Prospettiva

Quando cambi modo di guardare le cose, le cose che guardi cambiano. 

Lao Tzu

Pensavo tra me e me che per quanto saggio sia questo aforisma, non sempre sia vero: se non sopporto una persona o non tollero un atteggiamento, posso cambiare prospettiva ma il risultato sarà il medesimo…

A questo punto credo di non aver raggiunto ancora un buon livello di saggezza, di dovermi esercitare ancora un po’ nel cambiar modo di vedere le cose e soprattutto, di evitare di frequentare certe persone.

Simili



Hai le mie labbra, amore. Socchiuse, come quando vorrei dire tante cose ma è meglio tacere.

E i miei occhi, come quando osservo ciò che non riesco a capire.

E le mie mani che sanno accarezzare e stringere, ma anche aggrapparsi o lasciare andare.

E hai anche un pezzo del mio cuore, che aveva così tanto amore dentro che tutto intero non lo avrei potuto portare.

Innamorata

Pensavo tra me e me che non riesco ad immaginare la mia vita senza di te. Sei il primo pensiero quando apro gli occhi al mattino. Mi sveglio mentre tu dormi ancora, ti guardo e penso che la giornata sarà comunque meravigliosa perché esisti tu. Quando ti abbraccio respiro il tuo profumo buono e penso che sia l’unico odore che non mi scorderò mai. Quando ti bacio e mi baci, sento che il nostro destino era incontrarci e che prima di te mi mancava una parte, perchè tra noi c’è un legame da sempre e per sempre. Io sono tua e tu sei mio, il nostro amore ci appartiene. Quando ci addormentiamo insieme sono felice, magari stanca ma contenta perché non c’è niente di più bello al mondo che dormirti accanto. Quando mi prendi il viso tra le tue mani piccole e perfette e giochi con i miei capelli, il tempo si ferma e starei così per ore. Quando mi guardi con i tuoi bellissimi occhi scuri, sono certa, lo sento nel profondo che per te sarò sempre l’unica.

Sono la tua mamma. E sono felice.

Ascolta  –> A modo tuo – Elisa

Il silenzio vero

“Giocavo” con la rubrica del telefono. Volevo fare un po’ di spazio, non basta mai con tutte le cavolate che scarico. E lì che ho visto il tuo numero di telefono. Ti ho telefonato, che stupida. Non sei momentaneamente raggiungibile o forse il telefono è spento.

Fosse vero. Fosse vero che domani ti chiamo e mi rispondi. Fosse vero che tra pochi mesi sarà di nuovo Natale e tu ci sarai e sarà come sempre. Fosse vero. Ma non lo è. Non lo sarà più. Tu non ci sarai domani, né dopo, né mai.

È la cosa che fa più male, quando qualcuno che ami non c’è più, il Silenzio. Quello vero. (Pensavo tra me e me)

Dignità e Democrazia

Pensavo tra me e me alle parole di Stefano Rodotà, insigne giurista e uomo di grande intelligenza e cultura, venuto a mancare qualche giorno fa: “Solo la battaglia per la dignità può salvare la democrazia”. Quando si parla di Dignità e Democrazia il mio pensiero va all’art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”


E niente, pensavo tra me e me che in questo Paese hanno ucciso la Democrazia.