Il silenzio vero

“Giocavo” con la rubrica del telefono. Volevo fare un po’ di spazio, non basta mai con tutte le cavolate che scarico. E lì che ho visto il tuo numero di telefono. Ti ho telefonato, che stupida. Non sei momentaneamente raggiungibile o forse il telefono è spento.

Fosse vero. Fosse vero che domani ti chiamo e mi rispondi. Fosse vero che tra pochi mesi sarà di nuovo Natale e tu ci sarai e sarà come sempre. Fosse vero. Ma non lo è. Non lo sarà più. Tu non ci sarai domani, né dopo, né mai.

È la cosa che fa più male, quando qualcuno che ami non c’è più, il Silenzio. Quello vero. (Pensavo tra me e me)

Dignità e Democrazia

Pensavo tra me e me alle parole di Stefano Rodotà, insigne giurista e uomo di grande intelligenza e cultura, venuto a mancare qualche giorno fa: “Solo la battaglia per la dignità può salvare la democrazia”. Quando si parla di Dignità e Democrazia il mio pensiero va all’art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”


E niente, pensavo tra me e me che in questo Paese hanno ucciso la Democrazia.

Messaggi vocali di Whatsapp

Pensavo tra me e me che odio i messaggi vocali di Whatsapp. Li odio perchè se li voglio ascoltare in vivavoce mi devo appartare, primo per rispetto nei confronti di chi sta con me e poi per non far sapere i cavoli miei a mezzo mondo. Ma soprattutto li odio perchè sono l’ultima evoluzione del soliloquio. Chi invia un messaggio vocale ha fretta, non ti concede neanche un minuto del suo tempo per scriverti due righe e non ti reputa degno di farti una telefonata. Ma cosa ancor più grave è che evita il confronto, il dialogo, come se della tua opinione non gliene fregasse proprio nulla.

Dialogare attraverso messaggi vocali sarebbe infatti aberrante.

Acciughe salate a colazione 

Ho avuto la fortuna di frequentare ben due licei classici: quarta, quinta ginnasio e prima liceo a Savona, al “G. Chiabrera”; seconda e terza liceo a Bergamo al “P. Sarpi”. Fortuna a parte, è qui che ho sviluppato un maniacale senso critico che, ancora oggi,  mi porta ad analizzare nei minimi dettagli, quasi a sezionare chirurgicamente, ogni aspetto, ogni elemento di qualunque cosa prenda in esame. Per molti sono pignola, per altri sono troppo analitica. Fatto sta che questo mio modo d’essere, non lo definirei né pregio né difetto, mi ha portato a esaminare tutto a 360 gradi. È per questo che nutro grande interesse per tutto ciò che rappresenta il rovescio della medaglia, la voce fuori dal coro, il lato nascosto delle cose o semplicemente l’altro punto di vista. Se mi dicono che una cosa si fa in un modo, state pur certi che io devo provare gli altri mille modi di farla oppure, se mi dicono di non fare una cosa, state pur sicuri che io la faccio, ma non per desiderio di trasgressione o per il gusto di andare controcorrente, no no! Solo perché devo verificare tutti i punti di vista e avere una visione a tutto tondo. È proprio una forma mentis. Tranquilli, niente di serio eh, per il resto credo di essere una persona abbastanza “normale” e, almeno io, ho imparato a conviverci (mio marito un pò meno… Avete presente una rompiballe che mette in discussione tutto o quasi? Per fortuna che ho tanti pregi! :D) e a volte nella vita mi è pure servito. In ogni caso è questo il motivo per cui ho deciso di chiamare il blog “Acciughe salate a colazione”. Sin da piccoli infatti, ci insegnano che la colazione italiana è dolce per eccellenza: latte e biscotti, cappuccino e brioche, caffè e fetta di torta etc… Ma provate a cambiare, passate al salato. Non il semplice toast o uova e pancetta, così sono capaci tutti! Provate invece a farvi un bel pezzo di pane tostato con burro e acciughe salate, vedrete che non ve ne pentirete. E avrete aperto nuovi orizzonti.

A proposito del cambiare punto di vista, mi è venuta in mente una bellissima scena de “L’attimo fuggente” di Peter Weir, in cui un eccezionale Robin Williams, salendo sulla cattedra tra gli sguardi attoniti e allo stesso tempo divertiti dei suoi studenti, dice: “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.”

Di questo film ricordo che mi era piaciuta anche la colonna sonora di Maurice Jarre, musicista e compositore francese, autore di moltissime colonne sonore belle e famose tra cui: Lawrence d’Arabia, Il dottor Zivago, Attrazione fatale, Ghost, Il profumo del mosto selvatico, Passaggio in India…           Ma questa è un’altra storia 😉